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Prayers for Paris

Après Paris

Pubblicato da patrizia.mariani | 16 November

È un lunedì come tanti altri, apparentemente. Suona la sveglia, ci alziamo, ci laviamo, ci vestiamo, facciamo colazione e usciamo. Siamo pronti, più o meno, ad affrontare un'altra settimana.

Lungo il percorso per raggiungere la nostra destinazione, incrociamo altre persone che, come noi, si stanno recando ad accompagnare i loro figli a scuola o al lavoro. Sugli autobus, nelle metropolitane, in auto, lungo i marciapiedi osserviamo chi ci circonda. Ognuno ha la sua storia.

Cogliamo frammenti di conversazioni, alcune hanno senso altre no. Qualche parola è incomprensibile perché pronunciata in una lingua che non è la nostra - inglese, rumeno, arabo - perché a Milano viviamo in una società multirazziale e multietnica, ci siamo abituati.

Gli sguardi sono interrogativi  e i volti segnati dall'incredulità, ma nonostante questo nessuno esprime diffidenza, semmai il contrario. E’ questo il solo modo per togliere potere a chi fa della violenza insensata uno strumento di terrore. E così qualcuno sorride allo sconosciuto che ha di fronte e viene ricambiato.

Arriviamo in ufficio, incontriamo i colleghi, prendiamo un caffè, accendiamo il computer. La nostra è una realtà multinazionale. Tra le mail ce ne sono alcune che arrivano dagli uffici in Germania, Spagna, Portogallo. Nel corso della giornata ne riceveremo altre dagli Stati Uniti, dall’Australia, dalla Cina.

Dai colleghi di Parigi arriva una sola mail che c'invita a fare tutti insieme un minuto di silenzio. E il nostro pensiero va alle vittime innocenti, non solo a quelle di Parigi, ma a tutte quelle che, in tutti i paesi del mondo, sono state uccise in nome di un’ideologia falsa e corrotta.

Siamo stati feriti nella coscienza, ma non siamo disposti a permettere alla società che ha generato carnefici senza un’anima di diffondere la cultura dell'odio.

Questo è il significato della parola libertà:

a. (ant. libertate e libertade) s. f. [dal lat. libertas -atis]. – 1. a. L’esser libero, lo stato di chi è libero. la l. dell’uomo, dell’individuo (e per estens., la l. dell’arte, dell’artista). Si oppone direttamente a schiavitù, prigionia (anche di animali) in frasi come essere, vivere, mettere, rimettere in l.; avere, godere la l.; privare uno della l.

b. In senso astratto e più generale, la facoltà di pensare, di operare, di scegliere a proprio talento, in modo autonomo; cioè, in termini filosofici, quella facoltà che è il presupposto trascendentale della possibilità e della libertà del volere, che a sua volta è fondamento di autonomia, responsabilità e imputabilità dell’agire umano nel campo religioso, morale, giuridico.